29) Campanella. Lo Stato etico.
Lo Stato nella Citt del Sole, ha una struttura fortemente
centralizzata e si fonda su una chiara ispirazione teocratica.
Anche se la teocrazia papale  stata il grande progetto politico
di Campanella, sembra che in quest'opera egli si sia ispirato pi
che alla tradizione cristiana medioevale (in cui era sempre
esistito un potere politico di fianco a quello religioso), alle
strutture dell'impero inca, in cui il capo religioso, che veniva
divinizzato come figlio del dio Sole, era anche capo politico.
Inoltre nella civilt inca non vi era la propriet privata e il
controllo sui rapporti di coppia era molto accurato. Anche la
descrizione della Citt del Sole sembra ispirarsi alla capitale
dell'impero inca, Cuzco.
Lo Stato nella Citt del Sole ha una forte valenza etica, esso 
impegnato soprattutto nella tutela del bene e della morale
sociale. Da ci gli deriva il diritto-dovere a un controllo
capillare sulla societ, per la conservazione e il potenziamento
del suo standard morale, che  gi molto alto (molto pi delle
societ occidentali). Si accenna anche all'originale metodo
educativo, ideato da questa citt, di usare i muri come libri.
T. Campanella, La citt del Sole (pagine 54-55).

Ospitalario. Per tua f, dimmi tutto il modo del governo, ch qui
t'aspettavo.
Genovese. E' un principe sacerdote tra loro, che s'appella Sole, e
in lingua nostra si dice Metafisico: questo  capo di tutti in
spirituale e temporale, e tutti i negozi in lui si terminano.
Ha tre prncipi collaterali: Pon, Sin, Mor, che vuol dir: Potest,
Sapienza e Amore.
Il Potest ha cura delle guerre e delle paci e dell'arte militare;
 supremo nella guerra, ma non sopra Sole; ha cura dell'offiziali,
guerrieri, soldati, munizioni, fortificazioni ed espugnazioni.
Il Sapienza ha cura di tutte le scienze e delli dottori e
magistrati dell'arti liberali e meccaniche, e tiene sotto di s
tanti offiziali quante son le scienze: ci  l'Astrologo, il
Cosmografo, il Geometra, il Loico, il Rettorico, il Grammatico, il
Medico, il Fisico, il Politico, il Morale; e tiene un libro solo,
dove stan tutte le scienze, che fa leggere a tutto il popolo ad
usanza di Pitagorici. E questo ha fatto pingere in tutte le
muraglie, su li rivellini, dentro e di fuori, tutte le scienze.
[...].
E poi vi stanno l'offiziali a tutte cose attenti, che nullo possa
all'altro far torto nella fratellanza.
Ospitalario. E come?.
Genovese. Di quante virt noi abbiamo, essi hanno l'offiziale: ci
 uno che si chiama Liberalit, uno Magnanimit, uno Castit, uno
Fortezza, uno Giustizia criminale o civile, un Solerzia, un
Verit, Beneficenza, Gratitudine, Misericordia eccetera; e a
ciascuno di questi si elegge quello, che da fanciullo nelle scole
si conosce inchinato a tal virt. E per, non sendo tra loro
latrocinii, n assassinii, n stupri e incesti, adultri, delle
quali noi ci accusamo, essi si accusano d'ingratitudine, di
malignit, quando uno non vuol far piacere onesto, di bugia, che
abborriscono pi che la peste; e questi rei per pena son privati
della mensa commune, o del commerzio delle donne, e d'alcuni
onori, finch pare al giudice, per ammendarli.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, volume
decimo, pagine 756 e 759.
